di JJ Slide il dom feb 11, 2007 7:47 pm
Singolare citare ciò che dice colui che in teoria dovrebbe essere il diavolo, colui che quindi esiste solo in
quanto esiste Dio, per provare che Dio stesso non esiste (o la relativa religione che ne deriva) o che esso è
solo una fantomatica "opera di marketing".
Per di più nella stessa citazione il diavolo stesso è uomo (per quanto possa contare questa citazione
ovviamente) in quanto lui stesso si parifica ad esso, implicitamente ammettettendo l'esistenza di qualcosa che
si distingue dall'uomo stesso, magari un qualcosa di ignobile, falso, "stronzo" ma sempre e comunque secondo
quello che è il giudizio del "più uomo di tutti".
Premesso questo,qualche considerazione: se Dio non esistesse, tu non ti preoccuperesti dell'opposizione tra il
vivere e l'essere cui la vita ti pone di fronte ogni giorno perchè le due cose non potrebbero essere a priori
messe in contrasto: tuttavia non ci sarebbe comunque un pacifico vivere tra le genti, visto che è l'uomo che
tende a decidere cosa è bene per lui e per gli altri (es: Nazismo, Comunismo, tipici movimenti che esaltavano
l'uomo in quanto tale,cresciuti grazie all'arrogarsi del disporre della libertà altrui).
Se Dio esistesse invece, se tu non ti ponessi il problema del contrasto tra vivere ed essere, probabilmente
saresti Dio, ma cosi non è, quindi Dio dovrebbe essere per forza qualcosa d'altro.
Ma pensaci bene:ora, nel momento in cui tu metti in dubbio la sua esistenza metti in atto la tua libera volontà
e agisci di conseguenza.
Quindi è la libertà di fare è alla base di tutto, che tu metta o no a supporto delle tue idee Dio o l'anti-Dio
(che non è il diavolo o chi per lui, ma l'idea assolutista che l'uomo ha di se stesso) ,che sono la causa,
l'uomo resta sempre e comunque il tramite e il fine. Vale a dire che, per assurdo, l'uomo tende a "lavare la
propria coscienza" sempre dando la colpa al "sovrannaturale", nella sua esistenza o nella sua assenza; questo
per l'incapacità di gestire la propria libera volontà senza accettare quella altrui.
Quindi il dilemma dell'esistenza di Dio è irrisolvibile pensando solo al modo in cui l'uomo agisce, perchè
tutto è il contrario di tutto.
Per cui arrogarsi di dare del "poverino" a chi non crede o dare del "cialtrone" a chi cerca di convincerti
della sua esistenza (e non importi) è una posizione stupida quanto inutile.
Alla fine se tu non credi in Dio, sei sicura che non esista, e vedi che le cose che ti van male o che il mondo
va in rovina o che il mondo è assurdo, perchè lo tiri in ballo dandogli delle colpe (in senso di
assenteismo)?Non c'è bisogno nemmeno di nominarlo, se sei sicura della tua visione.
Sei libera di pensare che non esiste ma non asserire l'assurdità della sua esistenza per sottolineare la
presunta stupidità di chi ci crede, perchè le due visioni di vita viaggiano parallele e hanno stessa dignità
di esistere.
Questo discorso è fatto su un semplice piano "umano" ed è più che sufficiente per garantire la sana convivenza
delle due visioni. Anche chi si trova in posizione intermedia dispone liberamente di scegliere quale sia per
lui il binario migliore, odi lameno avvicinarsi il più possibile.Ma, a maggior ragione, non potrà mai negare ne
l'una ne l'altra posizione.
Se poi si vuole passare ad un piano "superiore" non credo che ci sia bisogno di parlare di questo su un forum
pubblico(anche perchè puntualmente si scadrebbe in discorsi pseudo-intellettuali da fighette un po' come
probabilmente apparirà questo mio post, cadendo in contraddizioni continue, oppure in banalità del tipo "le
crociate " e cazzate simili)
I wanna rock 'n roll all night, and fuck your sister every day!