Bossi e il Cinema Italiano!!

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Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi NIGHTRAIN 79 il sab lug 25, 2009 1:23 am

Il cinema italiano è salvo. Chi temeva che i tagli selvaggi al Fus, il Fondo unico dello spettacolo, da parte del governo potessero mettere in ginocchio l’industria cinematografica nazionale (peraltro ferma a pellicole di tre anni fa, “Il divo” e “Gomorra”) si sbagliava di grosso. Ora, a tenere alta la bandiera tricolore di celluloide, ci pensa la Padania.
Il ministro Umberto Bossi e il viceministro Roberto Castelli hanno voluto presenziare entrambi – un autentico trust di cervelli - all’inaugurazione del “Polo del cinema” appena aperto alla periferia di Milano grazie ai 9 milioni stanziati dalla Regione Lombardia. “E’ la nostra Hollywood”, ha proclamato restando serio il primo. “In tutte le fiction televisive – ha tuonato il secondo – i protagonisti, che siano bergamaschi, altoatesini o tedeschi, parlano sempre romanesco. E’ insopportabile. Dà fastidio. Con il nuovo polo lombardo si pongono le premesse per un’azione culturale migliore. Quindi, quando ci sono ambientazioni milanesi, si parli milanese”. Castelli ce l’ha con le due fiction dedicate a Papa Giovanni XXIII, “che era un bergamasco verace e sentirlo parlare romanesco è sbagliato, dà fastidio da un punto di vista culturale”.
Nessuno gli ha spiegato che nelle due fiction il Pontefice era interpretato da due attori stranieri (a parte Massimo Ghini che lo impersonava nella fase giovanile): Edward Asner e Bob Hoskins. Escludendo che i due attori anglofoni parlino il romanesco, se ne deduce che il problema era nel doppiaggio: bastava farli parlare con la voce di due doppiatori lombardi e il problema era risolto, anche girando il film a Roma (dove peraltro ha sede, se non andiamo errati, il Vaticano).

Ma il duo Bossi-Castelli ha grandi progetti, “dal punto di vista culturale” ça va sans dire, convinto (peraltro in buona compagnia, da Mussolini a Veltroni) che la politica debba mettere il becco anche nel cinema. Il Senatur, noto cinefilo, annuncia che il Polo cinematografico padano regalerà presto alla Nazione un imperdibile film sulla vita di Marco d’Aviano, un frate cappuccino veneto che incitò a suon di messe e rosari le truppe del Sacro Romano Impero trascinandole alla vittoria contro i turchi alle porte di Vienna. Se ne sentiva proprio la mancanza. Come del resto del capolavoro sul Barbarossa e su Alberto da Giussano, realizzato per Raifiction da Renzo Martinelli e anticipato con apposito trailer dal Senatur al recente raduno di Pontida. “C’è Bossi che mi sta facendo una testa tanto con questo cavolo di fiction di Barbarossa...”, confidava esausto Silvio Berlusconi due anni fa all’allora direttore di Raifiction Agostino Saccà, in una famosa telefonata intercettata. “Il signor regista – replicava Saccà - ha fatto un errore madornale, perché un mese fa ha dato… un’intervista alla ‘Padania’, dicendo che aveva parlato con Bossi e che... io ero riuscito a rimettere in moto la cosa, che era tutto a posto perché aveva parlato col Senatùr... Il regista Martinelli è un bravo regista, però è uno stupido, un ingenuo, un cretino proprio...”.

Ecco, ora ci sarà un polo apposito per registi cretini che prendono ordini dalla Lega. Ne guadagnerà “il punto di vista culturale”. Basta mezzecalzette romanesche tipo Sordi o Mastroianni, per non parlare dei cialtroni napoletani tipo Totò, i De Filippo, la Loren, Troisi o Servillo. A quando una bella fiction sulle ronde padane?





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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi DannyKiller il sab lug 25, 2009 9:38 am

per favore.. ve lo chiedo per favore.. abbattiamo quest'essere.. non si sopporta più..
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi JJ Slide il sab lug 25, 2009 10:02 am

Sul fatto che però l'italiano sia spesso commutato in romano è un dato di fatto...

Castelli ce l’ha con le due fiction dedicate a Papa Giovanni XXIII, “che era un bergamasco verace e sentirlo parlare romanesco è sbagliato, dà fastidio da un punto di vista culturale”.
Nessuno gli ha spiegato che nelle due fiction il Pontefice era interpretato da due attori stranieri (a parte Massimo Ghini che lo impersonava nella fase giovanile): Edward Asner e Bob Hoskins. Escludendo che i due attori anglofoni parlino il romanesco, se ne deduce che il problema era nel doppiaggio: bastava farli parlare con la voce di due doppiatori lombardi e il problema era risolto, anche girando il film a Roma (dove peraltro ha sede, se non andiamo errati, il Vaticano)


Infatti castelli ce l'aveva con la parlata, non con l'attore o il luogo. Quindi peccato che il giornalista c'abbia una scoreggia al posto del cervello

Ecco, ora ci sarà un polo apposito per registi cretini che prendono ordini dalla Lega. Ne guadagnerà “il punto di vista culturale”. Basta mezzecalzette romanesche tipo Sordi o Mastroianni, per non parlare dei cialtroni napoletani tipo Totò, i De Filippo, la Loren, Troisi o Servillo. A quando una bella fiction sulle ronde padane?


e quest'ultime righe non c'entrano proprio una sega, altrimenti potrei citare i cesaroni, distretto di polizia, amici di maria de filippi (dove guardacaso vengono selezionati al 90 % tra napoletani e romani) e molti molti molti altri programmi, film, registi, "artisti" ecc
E forse non si accorge che il "basta" agli artisti sopra citati è d'obbligo visto che, tranne l'80enne sofia loren, son tutti MORTI. Il giornalista non voleva dire forse che quelli che vengono da giù sono più portati allo spettacolo, o che siano tutti novelli portenti del cinema? Spero proprio di no, ma forse lui tifa Matteo Branciamore come vincitore dell'Oscar, chi lo sa...

In sintesi: articolo scarso fatto da un livoroso romano o zone limitrofe immagino

La realtà della tv italiana e del cinema italiano è PALESE, non voglio difendere l'iniziativa di Bossi, cosa di cui non me ne frega una sega, ma prima di parlare si dovrebbero verificare certe cose..
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi JJ Slide il sab lug 25, 2009 10:41 am

Un articolo un po' più equilibrato, tranne la penosa stronzata di realacci che la dice lunga sul contatto con la realtà

MILANO (13 luglio) - Nuova pensosa esternazione dal Nord Italia. Questa volta è di Roberto Castelli, vice ministro alle Infrastrutture, che durante l'inaugurazione del polo della cinematografia lombarda, a Milano, ha detto basta con attori che parlano solo in romanesco. «Che sia un bergamasco, che sia un altoatesino o un tedesco - spiega Castelli riferendosi alle produzioni cinematografiche e televisive - comunque parlano tutti in romanesco. È una cosa insopportabile. Dà fastidio, non tanto per una questione localistica o campanilistica, ma è chiaro che il linguaggio è parte essenziale dei personaggi».

Castelli fa l'esempio della fiction su Papa Giovanni XXIII «che era un bergamasco verace. Sentirlo parlare con accento romanesco è sbagliato storicamente. Dà fastidio da un punto di vista culturale». Per questo, secondo il vice ministro, «con l'apertura del polo cinematografico lombardo si pongono le premesse per fare un'azione culturale migliore. Quindi in ambientazioni a Milano si parli milanese».

Barbareschi: se non s'investe non si parlerà nemmeno più italiano. «Posso anche essere d'accordo con Castelli che gli attori non devono parlare il romanesco: gli attori devono parlare l'italiano. Tuttavia, il Centro audiovisivi è a Roma per cui l'industria dello spettacolo è a Roma e lo è sempre stata, per varie ragioni, non ultima che a Roma c'è il bel tempo, il sole, elementi che servono quando si girano i film, e non nebbia e pioggia, con le quali si possono girare solo alcune scene», commenta Luca Barbareschi, attore e deputato del Pdl, che all'AdnKronos aggiunge: «Prima di questo, sarebbe bene occuparsi della riforma dello spettacolo, di fare una legge per la reintegrazione del Fus e trovare regole affinchè l'Italia possa far fronte alla 'invasione' degli stranieri, che stanno conquistando quote di mercato italiano grazie a investimenti ingenti. Se non si fa questo rischiamo che il cinema non parli né il romanesco o il lombardo, ma nemmeno italiano. Questo è un problema che riguarda il cinema come il teatro e la televisione. Vedo che Castelli si occupa della questione, sarei lieto di parlarne con lui. E facciamo in modo anche che la Rai rinasca e non muoia come sta rischiando: non si devono fare tagli ai prodotti ma agli sprechi. Nessun'altra azienda lo fa, sarebbe un suicidio».

Realacci: dura far meglio dei Cesaroni. «Se ci fosse una fiction ambientata a Milano che riesce a rappresentare l'Italia meglio dei Cesaroni va benissimo...». Così replica il responsabile Ambiente del Pd, Ermete Realacci, originario del frusinate.

Il problema è reintegrare il Fus, non la la lingua o il dialetto che parlano gli attori: lo dice Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo21. «Non sappiamo - dice Giulietti - se gli attori del futuro parleranno lombardo o romanesco. Sicuramente non parleranno nulla se il governo della quale la Lega è autorevole socio non provvederà a reintegrare il Fus. In questo caso si potrebbe tuttavia promuovere la rassegna del cinema muto lombardo».

Guerritore: non ha titolo per parlare. «Io penso che Roberto Castelli non ha alcun titolo per poter intervenire su una faccenda che non lo riguarda, non lo tocca e di cui non sa nulla», dice l'attrice Monica Guerritore.

Verdone: non esiste un monopolio del cinema romano. «Ha usato una maniera brutale, ma se avesse detto in maniera elegante che il cinema si può aiutare con una nuova Cinecittà lombarda, senza alcuna contrapposizione tra Roma e Milano, allora sono pienamente d'accordo con lui», dice Carlo Verdone. «Il primo a odiare l'ostentazione del romanesco era proprio Alberto Sordi. Ma c'è anche da ricordare che, ad esempio, negli anni '70 il cinema parlava prevalentemente lombardo, con Cochi, Renato, Celentano. Poi c'è stato il momento dei siciliani, dove c'erano solo film con Lando Buzzanca, poi ancora i napoletani, il cinema toscano... No, credo proprio che non ci sia un monopolio del cinema romano». A Carlo Verdone le parole di Castelli fanno venire in mente una scena del suo film Perdiamoci di vista, in cui un dirigente televisivo dice al protagonista: «Caro Fuxsas, questo suo accento romanesco... non se ne può più...» Ecco, conclude l'attore romano, «già nel 1993 avevo intuito l'antipatia che provano per noi».

Insinna: conta far bene l'attore. «Il problema è fare bene il proprio mestiere, in dialetto o in lingua poco importa»: Flavio Insinna, romano e romanista, replica così alle critiche del viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli contro l'eccessivo uso del romanesco in tv. «La mia carriera - continua l'attore, padre siciliano e madre romana - è fatta di santi, carabinieri, Affari tuoi, sitcom e film sulla seconda guerra mondiale e sulle Fosse Ardeatine, di ruoli che ho recitato in pugliese, in romano, in italiano. Credo che il Paese abbia altre priorità: prima ridiamo casa agli abruzzesi, garantiamo che chi deve andare in galera ci vada, stronchiamo l'evasione fiscale... Mettiamola così: sarei lieto di salutare l'alba del giorno in cui il problema più grande dell'Italia è il dialetto dei nostri telefilm». Insinna ci tiene a ricordare che il suo maestro è stato «Gigi Proietti, un numero uno assoluto», e che i suoi attori più amati sono «Sordi, Manfredi, Mastroianni, Gassman e Tognazzi». Fra due giorni l'attore finirà di girare per Raiuno L'ultima trincea, l'odissea di tre soldati negli ultimi giorni della Prima Guerra Mondiale, fiction diretta da Alberto Sironi: «Ho recitato in romanesco, e non me ne vergogno. Nel cast ci sono Neri Marcorè, che fa un toscano, e Michele Alaique, che fa un veneto. Insomma siamo politicamente corretti: ci sono pure le quote rosa, visto che nel cast c'è Ambra Angiolini». Fra qualche settimana è atteso poi sul set del sequel di Ho sposato uno sbirro, «sempre ambientato a Roma», scherza. «L'importante è non esibire - conclude - ma arricchirsi nelle proprie diversità».


Fonte il Messaggero.it
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi DannyKiller il sab lug 25, 2009 11:47 am

JJ side.. problemi con i romani??
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi October Rain il sab lug 25, 2009 11:56 am

dopo i Cesaroni faranno quindi i Brambilla?
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi NIGHTRAIN 79 il sab lug 25, 2009 12:14 pm

Infatti castelli ce l'aveva con la parlata, non con l'attore o il luogo. Quindi peccato che il giornalista c'abbia una scoreggia al posto del cervello


Ha spiegato che gli attori a parte Massimo Ghini erano stranieri e non potevano certo parlare con accento Lombardo.
Ha detto anche che il problema stava nel doppiaggio.
Bastava affidare il compito a due doppiatori Lombardi e il problema era risolto.

e quest'ultime righe non c'entrano proprio una sega, altrimenti potrei citare i cesaroni, distretto di polizia, amici di maria de filippi (dove guardacaso vengono selezionati al 90 % tra napoletani e romani) e molti molti molti altri programmi, film, registi, "artisti" ecc
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Amici di Maria de Filippi non c'entra niente con le Fiction e non credo in fondo in fondo che ci sia una sorta di discriminazione nella selezione degli attori.
Che ci possiamo fare se tra i Romani c'e' gente con piu' talento???
Non voleva dire che certi attori son piu' portati allo spettacolo rispetto ad altri sottolineava soltanto la cretinaggine di questi personaggi tipo Bossi e Castelli che tutti conoscono e sanno come vorrebero far girare le cose in Italia.

D'altronde che cazzo ti puoi aspettare di buono da un cavernicolo che dice che con il tricolore ci si pulirebbe il culo???

Mi spiace ma l'articolo non e' stato partorito da un livoroso romano ma da un torinese DOC :asd:
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi JJ Slide il sab lug 25, 2009 12:44 pm

NIGHTRAIN 79 ha scritto:
Infatti castelli ce l'aveva con la parlata, non con l'attore o il luogo. Quindi peccato che il giornalista c'abbia una scoreggia al posto del cervello


Ha spiegato che gli attori a parte Massimo Ghini erano stranieri e non potevano certo parlare con accento Lombardo.
Ha detto anche che il problema stava nel doppiaggio.
Bastava affidare il compito a due doppiatori Lombardi e il problema era risolto.


Si ma il giornalista la rigira tirando in ballo cose che non c'entrano...prova a rileggere.. A me stan sulle balle le persone che fan cosi, in quanto incapaci di basarsi sulle cose vere, cercano di costruire una realtà finta per fare dell'ironia che non sono in grado di fare. Castelli si riferiva infatti sul modo di parlare degli attori, quidni sul doppiaggio..se il papa era di Bergamo perchè farlo parlare come uno di roma? La scelta ovviamente non è stato un errore, visto che per la fiction di woitila non si sono sbagliati e gli hanno dato una pseudo inflessione polacca.

Poi scusa chi sono quei romani con più talento?
I muccino brothers? Christian de Sica?
Dai cavolo...i grandi attori del passato sono una cosa, ma oggi? E' diventata una cricca. Ci sono degli attori bravi, Verdone e qualche altro, ma il resto? Per non parlare della musica e della televisione in generale

Le ultime cose televisive che ricordo che non riguardano strettamente Roma sono Zelig, Nonno felice (che poi era una cosa legata esclusivamente al personaggio di Bramieri, e cmq 10 e + anni sono passati), Casa vianello (che poi era inizialmente ambientata a Roma) e poi? Va beh convinti che vada bene cosi a me non me ne frega molto, però denigrare chi tenta di cambiare questa tendenza palese mi sembra sbagliato
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi Lord Rob il sab lug 25, 2009 12:51 pm

già immagino il remake di "un Americano a Roma" come "Un Celtico in Padania" con quel genio del figlio di Bossi protagonista.
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi Yankee Rose il lun lug 27, 2009 12:56 pm

Hai perfettamente ragione JJ Slide...noi romani pero' ci siamo dovuti sorbire Celentano che ha interpretato "Er piu'" e "Rugantino" .... con accento milanese spudorato......ma sai che c'è, a me ste chiacchiere senza senso, propagandistiche e partitiche le lascio a chi ci cade nella rete di messaggi che distolgono dai problemi reali del paese. Ora essere della Lega è di moda e andare contro cio' che è romano idem. Dico anche che non si puo' sempre subire ingiurie da parte dei leghisti ed affini e lasciar correre. Spero a questo punto che qualche movimento nasca in difesa di Roma e del resto d'Italia, perche' avete rotto.
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi liveFASTdieYOUNG il ven lug 31, 2009 12:19 am

Sono messi proprio male.. Come li vedo male......
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Re: Bossi e il Cinema Italiano!!

Messaggiodi Perennial Late_comer il sab ago 29, 2009 6:09 pm

Lord Rob ha scritto:già immagino il remake di "un Americano a Roma" come "Un Celtico in Padania" con quel genio del figlio di Bossi protagonista.

Oh Mio Dio...non riesco anzi non voglio immaginare questa terrificante scena
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"Per natura tutti ti vogliono al tappeto quando sei al massimo del successo...è questione di egocentrismo. Quando sei in alto, vogliono la tua caduta perchè rappresenti ciò che gli altri non sono. Ma se torni dalle tenebre rappresenti la speranza che hanno di farcela."
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